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Italia Digitale coding, pensiero computazionale e Minecraft

E’ da poco iniziato il mio viaggio con lo zaino in spalla e già l’entusiasmo è alle stelle. Se è vero che l’inizio è il momento più eccitante di qualsiasi avventura, allora non posso che raccontarti della mia partecipazione ad una delle iniziative più lungimiranti nel nostro paese. Sto parlando di Italia Digitale.

Ma cos’è Italia Digitale?

Italia Digitale è un evento organizzato da Corriere della Sera e incentrato sulla cultura digitale e sui nuovi standard di vita indirizzati dalle nuove tecnologie. Due giornate intensissime quelle di lunedì 7 e martedì 8 novembre 2016 presso l’Unicredit Pavillion, in piazza Gae Aulenti, 10, a Milano. Il programma completo è possibile visualizzarlo a questo link

Ma cosa ci faccio qui?

Quando ho partecipato alla Maker Faire Roma ho avuto la possibilità di confrontarmi e conoscere molti professionisti del settore. Appassionati come me, anch’essi si impegnano per insegnare il pensiero computazionale attraverso la didattica ai bambini e agli stessi insegnanti tramite Coderdojo e tanti altri eventi. Da qui ho iniziato una nuova collaborazione con i progetti legati a Minecraft.

Il futuro è già qui!

Non si può tornare indietro, e questo lo sappiamo tutti. Ma il futuro lo si può immaginare e, se si è fortunati, anche toccare con mano. Sì, perché partecipare ad Italia Digitale è stato come fare un salto nel futuro e scoprire che esso è davvero qui, a pochi passi da noi. Due giorni di incontri, talk, conversazioni e performance tecnologiche. Il futuro era già lì.

Gli eventi

Due giorni intensissimi – dicevo – animati da momenti di formazione con workshop e laboratori dedicati agli studenti, un hackathon di 36 ore per chi avesse avuto voglia di provare a sviluppare le app del domani, spazi per toccare con mano il futuro e divertirsi con le nuove tecnologie, sessioni di job dating con le start up. Gli Italiani si stanno avviando clamorosamente ad una notevole trasformazione digitale nel nostro Paese, ponendosi traguardi e obiettivi da raggiungere in tempi reali, grazie soprattutto al sostegno delle start-up audaci e coraggiose, pronte a sfidare tutti i limiti al progresso digitale. Gli eventi di Italia Digitale hanno spaziato in tutti i campi: dalla connessione digitale alla realtà virtuale, visori e video; dai giovani inventori fieri di mostrare le loro applicazioni per il turismo, per la medicina ai robot e automobili del futuro; dalla moda digitale alle tecnologie solidali. Uno sguardo sul futuro accompagnato dalla leggerezza offerta anche dalla musica, dal gioco, dalla cultura e da tutte le anime della cultura hi tech. Tanti i protagonisti e ospiti di Italia Digitale nel campo della musica: basterà citare Marco Mengoni, il cui incontro, dal titolo “L’italiano con il miglior sentimento sul web” si è rivelato particolarmente proficuo, anticipando anche una propensione maggiore a concerti tecnologici per l’anno 2017.

L’Italia, gli Italiani e la digitalizzazione

Luciano Fontana Direttore del Corriere della Sera, sintetizza l’evento con queste parole: “Gli italiani sono digitali, l’Italia non ancora“. Devo dire che queste parole mi hanno riportato alla mente, con un deciso salto nel passato, quelle di Massimo D’Azeglio, quando affermò: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani“. Sembra che l’Italia viva da sempre questa contraddizione, o meglio questo sbilanciamento fra le potenzialità e la realtà effettiva. Uno scarto che deve, e può, essere superato perché eventi come Italia Digitale devono renderci consapevoli che la domanda di tecnologia e di servizi hi-tech da parte degli italiani c’è. L’Italia digitale può diventare una realtà effettiva e non solo un miraggio lontano. Siamo un Paese che può vantare eccellenze di primo piano che non devono essere oscurate da una tendenza, tipicamente autoctona, volta a concentrarsi sempre sui problemi e mai sulle soluzioni.

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