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Cos’è il Growth Hacking Andrea Cesaro

Growth Hacking“: ecco un inglesismo di cui avrete sicuramente sentito già parlare. Ma di cosa si tratta? Ecco come io lo spiegherei a mia nonna!

Il Growth Hacking è la capacità di mescolare con sapienza un insieme di esperienze e conoscenze di marketing, capacità di analisi dei dati, conditi con un pizzico di “being a nerd” (utile ma non indispensabile) e con l’aggiunta di tanta esperienza sul campo.

Tutte queste competenze si fondono per raggiungere un unico obiettivo: l’individuazione dei modi più efficaci, economici e funzionali per far crescere un business.

Origini del growth hacking

Chi ha un’azienda o una startup, ma anche chi si è cimentato in vari tentativi di farsi conoscere sul web, ha subito percepito tutto ciò come un’attività familiare.

Difatti, risale al 2010 la definizione di Sean Ellis, molto noto in California come Angel Investor, Startupper seriale con decennale esperienza, che ha definito così questa nascente figura professionale “una persona il cui unico scopo è la crescita e le cui campagne vengono studiate in base all’aumento (di conversione ed utenti) che possono apportare“.
A mio parere, però, la descrizione perfetta è quella di Andrew Chen: “un ibrido tra web marketer e programmatore, il cui scopo è cercare risposte innovative alla vecchia domanda: Come posso conseguire clienti per il mio prodotto? Le risposte sono state: test A/B, landing page, marketing virale, email marketing e Open Graph
Qui è possibile leggere il suo articolo integrale “Growth Hacker is the new VP Marketing”.

Il Growth Hacking è arrivato in Italia solo in tempi più recenti, e oggi la figura del Growth Hacker è sempre più richiesta in ambiente startup, imprenditoriale, manageriale, di marketing ma anche dai freelance.

Quando c’è bisogno di un Growth Hacker?

Le nuove aziende hanno tutte un problema in comune: la mancanza di fondi, per cui troppo spesso le azioni di comunicazione, di marketing, user acquisition, retention e brand awareness vengono rinviate e posticipate, sicchè spesso accade che ci si faccia conoscere solo dopo aver creato una beta, o qualcosa di funzionante!

Niente di più sbagliato!

Allora, cosa fa in pratica un Growth Hacker?

Un bravo Growth Hacker conosce una miriade di nuove piattaforme, nuovi strumenti utili per migliorare la comunicazione, per acquisire nuovi clienti, per raccogliere preziosissimi feedback. Insomma, è in grado di costruire un prodotto/servizio realmente rispondente alle esigenze del potenziale cliente. Azioni che possono farci differenziare dai concorrenti.Growth Hacking Andrea Cesro

La cosa bella è che non esiste una soluzione unica per raggiungere questi obiettivi, per cui un Growth Hacker mette in atto un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali per individuare i modi più efficaci per far crescere un business e per raggiungere gli obiettivi prefissati. Attraverso attività di SEO, SEM, Email Marketing, Social Network, A/B test, campagne social, video, coinvolgimento di influencer e chi più ne ha più ne metta!

In Sintesi

Startup del calibro di Dropbox , Facebook e Twitter sono cresciute grazie all’aiuto dei Growth Hackers.

Non esiste una formula magica per avere successo, ma bisogna provare e riprovare e mescolare tanti elementi diversi per riuscire ad avvicinarsi al traguardo.

Il tutto, ovviamente, non viene fatto a caso, perché un Growth Hacker esperto porta con sè tante esperienze consolidate, un modo di lavorare ben validato e strutturato! Sperimentare è una cosa, improvvisare è un’altra 😉

Consigli di lettura

Io suggerisco sempre un buon libro tutto italiano sull’argomento, ma soprattutto di dare uno sguardo al blog del mio amico Raffaele Gaito che è molto esperto sul tema.

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Tags : A/B testCampagne SocialEmail MarketingGrowth HackerMarketingSEMSEOSocial NetworkStartup